Una paziente allergica ai gamberi, mentre si trovava all’estero, ha mangiato un pesce “goloso” di gamberi e subito dopo la sua assunzione in un ristorante, ebbe una crisi allergica come quella da gamberi. cosa ne pensate?
Il fenomeno che descritto ha una spiegazione plausibile, anche se probabilmente non è quella “poetica” del pesce che aveva mangiato gamberi.
La reazione della paziente si spiega quasi certamente con la cross-reattività diretta ai crostacei/molluschi, non con il fatto che il pesce si fosse nutrito di gamberi. Il motivo è la tropomiosina, una proteina muscolare che è il principale panallergene dei crostacei ed è termostabile (la cottura non la distrugge).
Ci sono due scenari possibili:
1. Il “pesce” non era un pesce, ma un crostaceo/mollusco — In molti paesi, soprattutto in cucine asiatiche, ci sono confusioni di traduzione e denominazione. Se il piatto conteneva crostacei, molluschi bivalvi (cozze, vongole) o cefalopodi (calamari, polpo), la tropomiosina di questi è molto simile a quella dei gamberi, e una persona allergica ai gamberi reagisce frequentemente anche a questi.
2. Contaminazione crociata in cucina — Se il pesce è stato cucinato con gli stessi utensili, olio o superfici usati per i gamberi (frequentissimo in cucine dove si frigge di tutto nella stessa padella o friggitrice), tracce di tropomiosina dei gamberi possono essere finite sul pesce. Bastano quantità minime per scatenare una crisi in un soggetto molto sensibile.
Lo scenario improbabile: l’idea che il pesce, avendo mangiato gamberi, avesse “accumulato” l’allergene nei suoi tessuti al punto da scatenare la crisi. Teoricamente tracce di tropomiosina della preda potrebbero persistere nel tratto digerente del pesce, ma non nella carne che normalmente si mangia, e comunque in quantità trascurabili. È molto più probabile una delle prime due spiegazioni.
Il vero pesce (il muscolo dei pesci veri, come branzino o merluzzo) contiene un allergene diverso, la parvalbumina, che non ha cross-reattività con la tropomiosina dei crostacei. Quindi un’allergia ai gamberi non implica allergia al pesce vero e proprio.
La cosa importante: episodi come questo confermano che si deve essere sempre molto prudenti con qualsiasi piatto di pesce e frutti di mare all’estero, e sarebbe utile che si avesse sempre antistaminici, cortisone o soprattutto con sé l’adrenalina autoiniettabile se prescritta. Vale la pena parlarne con l’allergologo, eventualmente con un test molecolare (ISAC/ALEX) per capire esattamente a quali proteine si è sensibilizzati.
Commenti recenti