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Dieta senza Sale

Dieta senza Sale

STUDIO OLANDESE

Un’alimentazione senza sale, frattura le ossa agli anziani, squilibra il metabolismo e facilita le aritmie, troppo sodio (NA), fa aumentare la pressione arteriosa.

MILANO

E’ stata presentata alla Renal Week 2010, il meeting annuale della Società Americana di Nefrologia.

LO STUDIO

Un gruppo di ricercatori dell’Erasmus Medical Center di Rotterdam, con a capo Ewout Hoorn, ha esaminato i dati di Rotterdam Study, lo studio controlla migliaia di anziani in Olanda per scoprire fattori che determinano malattie cardiovascolari, neurologiche ecc. L’analisi, presentata al congresso di nefrologia che quest’anno si è tenuto a Denver in Colorado, ha coinvolto per sei anni 5.200 >55aa, l’8% circa dei quali aveva poco sodio circolante nel sangue, iponatriemico. Si trattava principalmente delle persone più avanti con gli anni, spesso malate di diabete e che prendevano diuretici. Quasi il 25% di questi anziani, nel periodo considerato, è caduto, contro il 16% di coloro che avevano livelli di sodio nella norma. Rispetto a chi era nella norma, bastava averlo appena un po’ basso per avere un rischio di fratture vertebrali aumentato del 61% e in altre sedi del 39%, indipendentemente da più cadute. Poiché i risultati della MOC dei pazienti, con poco sodio, risultavano nella norma, l’aumentato rischio di fratture non poteva essere imputato alla presenza di osteoporosi.

PIÙ CONTROLLI

Il perché di questo fenomeno non è ancora chiaro. Probabilmente la causa potrebbe essere tra la corrente generata da ioni sodio attraverso canali presenti nell’osso e la capacità di rigenerazione dell’osso stesso. Ma occorrono ulteriori studi per fare maggiore chiarezza in merito. A questo proposito manifesta il suo scetticismo Ranuccio Nuti, esperto di malattie metaboliche dello scheletro e docente di medicina interna presso l’Università di Siena. La possibilità che l’iponatriemia influenzi la qualità dell’osso, commenta l’esperto toscano, è un’ipotesi da prendere con le pinze, ancora molto lontana dall’essere accertata. È più verosimile che l’aumento di fratture sia dovuto all’aumento delle cadute, questo sì già emerso in precedenti lavori. La carenza di sodio negli anziani non dipende dal fatto di mangiare poco salato, ma è nella maggior parte dei casi indotta da farmaci. Spesso si assumono diuretici e antidepressivi  che abbassano i livelli di sodio, ma possono ridurre l’attenzione del malato, che così cade più facilmente. E’ stato visto che normalizzare il sodio riduce le cadute. I Medici andrebbero sensibilizzati a controllare la natriemia negli anziani , specialmente in quelli con disturbi renali, insufficienza cardiaca e che fanno uso di diuretici. Il controllo dell’iponatriemia e il suo eventuale trattamento, conclude Hoorn, potrebbe essere un’importante nuova strategia nella prevenzione delle fratture nell’anziano. Conclusione, concorde anche Nuti: Fare attenzione nella somministrazione di farmaci all’anziano, nel quale non sono rari stati di malnutrizione che potrebbero contribuire al fenomeno.

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